2 di 6 - INDIETRO - AVANTI - HOME PERCORSO MOSTRA

 

Donazione di terreni da parte del vescovo di Verona Adelardo I al conte Ingelfredo

906, 1 settembre. Verona. Copia della fine del XII secolo.

Pergamena, 198 x 268 mm

S. Zaccaria, Pergamene, b. 20, n. 1

La chiesa di San Zaccaria è tra i più antichi edifici di culto di «Rivoalto» e la si ritiene tradizionalmente fondata nel VII secolo direttamente da san Magno, nei pressi dell’area marciana. Il monastero femminile annesso fu istituito tra l’809 e l’827 su interessamento dei dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio, che vi vollero insediato l’ordine di san Benedetto.

Il monastero di San Zaccaria crebbe rapidamente d’importanza: già nella seconda metà del IX secolo fu riedificato dalla badessa Giovanna, figlia del doge Orso Partecipazio, e sempre al IX secolo risale l’inizio dell’espansione dei possedimenti del monastero, in gran parte frutto delle donazioni che le prestigiose reti sociali delle monache benedettine, spesso provenienti dalle fila della società più altolocata e da quello che secoli dopo diverrà il patriziato, potevano garantire.

Il documento del 906, il più antico conservato nel fondo archivistico del monastero, benché giunto a noi in copia più tarda, testimonia la vitalità del centro di vita religiosA nel X secolo, quando l’acquisizione di nuove donazioni porta a una progressiva espansione nel territorio padovano.

Il documento riguarda proprio dei beni siti nel territorio di Monselice, Cona, Montagnana e «Petriolo», che, in questa circostanza, vengono donati dal vescovo di Verona, Adelardo I, al conte veronese Ingelfredo.

A sua volta il conte Ingelfredo donerà i terreni di «Petriolo» e Cona al monastero di San Zaccaria nel 914 (vedi S. Zaccaria, b. 20, n. 3-4): atto che giustifica la presenza del documento nel fondo archivistico delle benedettine.

La donazione del vescovo Adelardo è interessante sia sul piano della storia del monastero, perché costituisce l’antecedente dell’espansione del potere di San Zaccaria nel territorio di Monselice, attestato poi fino alla soppressione, sia come testimonianza del ruolo dell’ordine benedettino nello sviluppo economico e sociale della società lagunare nell’Alto medioevo.

La pergamena presenta, infine, aspetti rilevanti per la storia del diritto: il conte Ingelfredo, infatti, essendo «ex genere Alemannorum» è soggetto al diritto longobardo, per cui, nell’atto di donazione, si trova citato il launechild, istituto giuridico tipico di quel diritto. Il launegildo era un corrispettivo simbolico, in questo caso un paio di guanti, a fronte di una donazione: in un contesto giuridico che non contemplava la gratuità del dono, esso aveva lo scopo di caratterizzare il negozio come uno scambio di beni.

AE

 S. Zaccaria Pergamene b 20 n. 1

 


Biblio.: Corner 1749, XI, p. 346; Gloria 1877, p. 40, n. 26; Modzelewski 1962, pp. 42-79

Save
Cookie preferenze dell'utente
Questo sito web utilizza i cookie Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Se rifiuti l'uso dei cookie, questo sito Web potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta tutti
Rifiuta tutti
Per saperne di più
Preferenze
I cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento o l'aspetto, quali la lingua preferita o la località nella quale ti trovi.
Statistiche
Google Analytics
Acctta
Rifiuta